Presentazione
Durata
dal 14 Settembre 2026 al 18 Settembre 2026
Descrizione del progetto
“Benvenuti nella vostra scuola: un nuovo inizio insieme!!!” mira, dunque, al conseguimento degli obiettivi educativo-formativi a breve e lungo termine di seguito indicati:
- promuovere la socializzazione all’interno del gruppo-classe, al fine di migliorare i rapporti interpersonali e creare un clima sociale positivo e costruttivo;
- promuovere la cultura della solidarietà e del rispetto della diversità in tutte le sue dimensioni;
- favorire la collaborazione tra pari e con i docenti del Consiglio di Classe;
- incentivare l’interesse e la partecipazione attiva al dialogo educativo, attraverso un approccio di tipo motivazionale alle discipline del piano di studi.
Attività in programma dal 14 settembre al 18 settembre 2026
LUNEDÌ 14 SETTEMBRE 2026
❖ ore 8:00 – ore 8:30:
✔ raduno delle studentesse, degli studenti e dei genitori nell’atrio dell’Istituto, situato in via Mameli n. 21;
✔ saluti del Dirigente Scolastico alla presenza dei Collaboratori della dirigenza e dei docenti Coordinatori di classe individuati per le classi prime, che affiancheranno i docenti in servizio alla prima ora;
✔ appello nominale e costituzione dei gruppi-classe per Indirizzo di studi.
✔ incontro con i genitori: sessione informativa sull’offerta formativa dell’Istituto
✔ Gli alunni verranno accompagnati nelle loro aule dall’insegnante in servizio
Attività da svolgersi in aula dal 14 al 18 settembre 2006
✔ Attività di ice breaking: “Mi presento”; Giochi di presentazione (è possibile far riferimento all’Allegato n°1 “Game List“)
✔ Attività di orientamento “La mia nuova scuola” (attività per conoscere e costruire insieme la nuova scuola, Allegato n° 2)
✔ Lettura, analisi e commento del Patto Educativo di corresponsabilità tra scuola, famiglia e studente. (reperibile sul sito web dell’Istituto).
✔ “Il mio piano di studi”: approccio motivazionale alle discipline del curricolo (introduzione alle discipline: nuclei fondanti, obiettivi specifici di apprendimento, modalità operative e strategie per migliorare il metodo di studio).
✔ Lettura, analisi e commento del Regolamento di Istituto e del Regolamento IA (reperibili sul sito web dell’Istituto).
✔ Indagine conoscitiva delle studentesse e degli studenti e somministrazione del questionario “Mi presento” (Google moduli), ad opera del Coordinatore di Classe. (Il questionario potrà essere utilizzato per la delineazione del profilo in ingresso della classe)
✔ Presentazione del sito dell’Istituto con particolare attenzione alla pagina “Contrasto al bullismo e al cyberbullismo” Codice interno d’Istituto per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo:
● Definizione dei fenomeni;
● Misure di segnalazione;
● Presentazione del team.
✔ Somministrazione del Questionario sul bullismo cyberbullismo (a cura del Coordinatore di Classe): i risultati elaborati dai Coordinatori dovranno essere successivamente comunicati al Referente per il contrasto al Bullismo e Cyberbullismo.
MERCOLEDÌ 16 SETTEMBRE
✔ “Scopri la tua scuola…” Visita ai locali dell’Istituto attraverso una “Caccia al tesoro”: Operazione Start-Up: Il Segreto del Manager guidata dagli studenti Tutor delle classi V; l’attività di tutoring sarà riconosciuta come formazione scuola-lavoro (15/20 ore) per l’A.S. 2026/27 (Allegato n°3).
9: 30 – 11:00 I A AFM
11:30- 13:00 I A TUR
GIOVEDÌ 17 SETTEMBRE
✔ “Scopri la tua scuola…” Visita ai locali dell’Istituto attraverso una “Caccia al tesoro”: Operazione Start-Up: Il Segreto del Manager guidata dagli studenti Tutor delle classi V; l’attività di tutoring sarà riconosciuta come formazione scuola-lavoro (15/20 ore) per l’A.S. 2026/27 (Allegato n°3).
9: 30 – 11:00 I B TUR
11:30- 13:00 I C TUR
✔ A conclusione delle attività relative a “Scopri la tua scuola…”, si darà avvio alla somministrazione dei test di ingresso, (come da calendarizzazione dei Dipartimenti Disciplinari).
L’attività costituisce parte integrante del Piano di Miglioramento dell’Istituto.
Allegato n°1 Game List
1. Il mio nome con un aggettivo 🎉
● Obiettivo: Memorizzare i nomi in modo creativo.
● Come si gioca: Ogni studente dice il proprio nome preceduto da un aggettivo che inizia con la stessa lettera (es. “Simpatica Sara”, “Brillante Bruno”).
● Variante: Chi parla ripete i nomi e aggettivi detti prima del suo.
2. Due verità e una bugia 🎉
● Obiettivo: Conoscersi divertendosi.
● Come si gioca: Ogni studente dice tre cose su di sé, di cui una falsa. Gli altri devono indovinare quale.
● Nota: Ottimo per stimolare ascolto e curiosità.
3. Chi ha qualcosa in comune con me? 🎉
● Obiettivo: Scoprire somiglianze tra studenti.
● Come si gioca: Uno studente dice “Ho qualcosa in comune con chi… (es. ama la pizza, ha fratelli)”. Chi si ritrova si alza o si sposta.
● Variante: Si può fare anche con schede preconfezionate.
4. L’identikit misterioso 🎉
● Come si gioca: Ogni studente scrive 3 caratteristiche personali su un foglio anonimo. L’insegnante legge a caso e la classe prova a indovinare di chi si tratta.
● Obiettivo: Far emergere identità e punti in comune.
5. Il muro dei desideri 🎉
● Materiale: Cartellone o bacheca.
● Come si gioca: Ogni studente scrive su un post-it un obiettivo o desiderio per l’anno scolastico e lo appende al muro.
● Obiettivo: Creare un impegno collettivo e motivazionale.
● Come si gioca: Ogni partecipante scrive il proprio nome in verticale su un foglio e, per ogni lettera, scrive una parola che lo descrive (una qualità, un interesse, un hobby, un sogno…).
● Obiettivo Favorire la conoscenza reciproca e creare un clima sereno e accogliente attraverso un’attività ludico-creativa.
Allegato n°2 “La mia nuova scuola”
1) Orientarsi nella nuova scuola: una guida per affrontare le sfide
Un modo efficace per lavorare sull’accoglienza consiste nel partire dalle situazioni che gli studenti incontreranno concretamente durante l’anno. La proposta può essere presentata come una vera e propria missione di orientamento: gli studenti, organizzati in piccoli gruppi, ricevono una serie di situazioni problematiche e devono individuare la soluzione più adeguata.
Alcuni esempi:
● “Hai dimenticato il materiale necessario per la lezione. Cosa fai?”
● “Non hai capito la consegna di un compito e non sai come svolgerlo.”
● “Hai perso la password del registro elettronico.”
● “Hai preso un voto molto più basso di quello che ti aspettavi.”
● “Sei arrivato in ritardo a scuola.”
● “Non conosci nessuno e devi formare un gruppo di lavoro.”
● “Un compagno viene sistematicamente escluso dalle attività del gruppo.”
● “Hai un problema personale che sta influenzando il tuo rendimento scolastico: a chi puoi chiedere aiuto?”
Il compito degli studenti non consiste semplicemente nel trovare una risposta, ma nel ragionare su tre elementi fondamentali: che cosa fare, che cosa evitare e a chi rivolgersi.
Per esempio, davanti a una difficoltà nello studio, una possibile risposta non dovrebbe limitarsi a “chiedo al professore”, ma potrebbe prevedere una serie di passaggi: rileggere la consegna, individuare il punto che non si è compreso, confrontare le informazioni disponibili e, se la difficoltà persiste, chiedere chiarimenti al docente.
Il valore dell’attività sta proprio nel far comprendere che la scuola secondaria di secondo grado richiede un livello crescente di iniziativa personale. Non tutto deve essere risolto dall’adulto: lo studente deve imparare progressivamente a riconoscere un problema, individuare le risorse disponibili e chiedere aiuto nel modo corretto.
Al termine dell’attività, ogni gruppo può elaborare alcune pagine di un ipotetico “Manuale di orientamento alla vita scolastica”. Le diverse sezioni vengono poi raccolte in un unico documento della classe.
Il manuale potrebbe contenere capitoli come:
● come affrontare una difficoltà nello studio;
● come chiedere aiuto;
● come organizzare il materiale;
● come comportarsi quando si prende un brutto voto;
● come affrontare un conflitto con un compagno;
● come utilizzare correttamente gli strumenti digitali della scuola;
● a chi rivolgersi per le diverse necessità.
Il documento può essere conservato e ripreso nel corso dell’anno. Alcune pagine possono essere aggiornate dagli stessi studenti quando emergono nuove situazioni. In questo modo l’attività di accoglienza non si esaurisce nelle prime ore di scuola, ma può diventare uno strumento di accompagnamento per l’intero percorso di studi.
2) Conoscersi per costruire il gruppo
L’accoglienza deve occuparsi anche della dimensione relazionale. Una classe prima è infatti un insieme di ragazze e ragazzi che, nella stragrande maggioranza dei casi, non costituisce ancora un vero gruppo, perché proviene da scuole, comuni e contesti differenti.
Proprio per questa ragione può essere utile dedicare uno spazio alla costruzione del profilo della classe.
La prima fase può essere individuale. Ogni studente riceve una scheda, anche anonima, con alcune domande. Non è necessario ricorrere esclusivamente alle classiche informazioni anagrafiche o agli interessi più immediati, spesso retorici e ormai desueti. È invece possibile utilizzare quesiti capaci di far emergere aspettative, curiosità e caratteristiche personali.
Ad esempio:
● Qual è una cosa che ti appassiona?
● Qual è una cosa che sai fare bene?
● Quale attività ti piacerebbe imparare?
● Quale materia ti incuriosisce maggiormente?
● Che cosa ti aspetti dalla scuola?
● Che cosa ti preoccupa maggiormente?
● Quale caratteristica apprezzi in un compagno?
● Che cosa pensi di poter offrire al gruppo classe?
● In quale situazione preferisci lavorare da solo e in quale in gruppo?
Le risposte possono essere successivamente aggregate senza necessariamente rendere pubbliche le singole informazioni personali. Il docente può, per esempio, costruire alcuni semplici grafici: quanti studenti praticano sport, quanti suonano uno strumento, quanti hanno già amici nella classe, quali sono le materie maggiormente attese e quali sono le principali preoccupazioni emerse.
La restituzione alla classe può diventare, dunque, un momento particolarmente significativo.
Un passaggio importante può essere quello relativo alle aspettative. Se, per esempio, molti studenti dichiarano di essere preoccupati per la quantità di studio, il docente può aprire una breve discussione su come organizzare il lavoro. Se emergono timori relativi al rapporto con i nuovi docenti, si può spiegare come funzionano interrogazioni, verifiche, richieste di chiarimento e recupero.
L’attività può essere anche più creativa. I dati raccolti possono essere trasformati in un vero “profilo della classe”, attraverso una rappresentazione grafica costruita dagli stessi studenti. Non una semplice fotografia delle caratteristiche individuali, ma una rappresentazione di ciò che il gruppo ha scoperto di avere in comune.
È importante, naturalmente, evitare domande troppo personali o che possano mettere in imbarazzo gli studenti. L’obiettivo non è conoscere tutto di ciascuno, ma creare le condizioni perché ogni persona possa presentarsi secondo il livello di condivisione che ritiene opportuno.
In questa prospettiva, l’attività diventa anche un primo esercizio di rispetto: ascoltare ciò che un compagno decide di raccontare, senza giudicare e senza obbligarlo a condividere ciò che non desidera.
3) Tra aspettative e realtà: mettiamo alla prova le nostre idee
Il passaggio alla scuola secondaria di secondo grado è accompagnato da numerose convinzioni, aspettative e, talvolta, anche paure. Alcune derivano dalle esperienze personali, altre dai racconti di parenti, amici e conoscenti.
L’accoglienza può diventare l’occasione per mettere in discussione alcuni di questi “miti” attraverso un’attività molto semplice: vero, falso o non so.
Il docente presenta una serie di affermazioni e gli studenti devono esprimere la propria posizione. È possibile utilizzare cartoncini, una piattaforma digitale oppure semplicemente chiedere agli studenti di spostarsi in diversi punti dell’aula.
Alcune affermazioni potrebbero essere:
● “Alle superiori bisogna studiare tutto da soli.”
● “Se non capisci qualcosa, è meglio aspettare che sia il professore a chiedertelo.”
● “Un’insufficienza significa che non sei portato per quella materia.”
● “Il voto è l’unica cosa importante.”
● “Se hai un problema devi risolverlo da solo.”
● “Alle superiori i professori non aiutano gli studenti.”
● “Essere organizzati è importante quanto conoscere bene gli argomenti.”
● “Un errore durante una verifica significa che non hai imparato nulla.”
Dopo ogni risposta, il docente non dovrebbe limitarsi a stabilire se l’affermazione è vera o falsa. La parte più interessante è la discussione che può nascere a partire dalle diverse posizioni.
Per esempio, l’affermazione “alle superiori bisogna studiare tutto da soli” può essere utilizzata per parlare di autonomia, che non significa assenza di aiuto: significa imparare a organizzare il proprio lavoro e, contemporaneamente, sapere quando e come chiedere supporto.
Allo stesso modo, davanti alla frase “un’insufficienza significa che non sei portato per quella materia”, si può ragionare sulla funzione della valutazione e sulla possibilità di utilizzare l’errore per individuare ciò che deve essere migliorato.
Il docente può inoltre raccogliere le affermazioni che hanno prodotto il maggior numero di risposte divergenti e riprenderle durante l’anno.
L’attività presenta un ulteriore vantaggio: permette agli insegnanti di comprendere rapidamente quali rappresentazioni della scuola superiore portano con sé gli studenti.
Un’accoglienza efficace, infatti, non dovrebbe essere soltanto una trasmissione di informazioni dalla scuola agli studenti, ma dovrebbe anche consentire alla scuola di ascoltare ciò che gli studenti pensano, si aspettano e temono.
Il “vero, falso o non so” diventa così un piccolo strumento diagnostico iniziale, non finalizzato alla valutazione, ma alla conoscenza del gruppo.
4) La classe che vogliamo: costruiamo insieme le nostre regole
L’ultima proposta riguarda forse l’aspetto più importante dell’accoglienza: la costruzione del gruppo.
Nei primi giorni agli studenti vengono presentate molte regole: il regolamento d’istituto, le norme di sicurezza, le disposizioni sul registro elettronico, le regole relative alle assenze e ai ritardi. Sono tutte informazioni necessarie, che devono essere necessariamente trasmesse. Accanto alle regole formalmente stabilite dalla scuola esiste però un’altra dimensione, altrettanto importante: come vogliamo stare insieme in questa classe?
Da questa domanda può partire un’attività di costruzione condivisa del cosiddetto patto della classe.
Il docente propone una domanda: “Che cosa deve succedere perché questa classe sia un buon posto in cui stare e imparare?”
Gli studenti vengono divisi in piccoli gruppi e ciascun gruppo elabora alcune proposte. Non si tratta di scrivere una lista di divieti, ma di individuare comportamenti positivi.
Potrebbero emergere idee come:
● ascoltare quando parla un compagno;
● non prendere in giro chi commette un errore;
● aiutare chi è in difficoltà;
● rispettare i tempi degli altri;
● non escludere nessuno dalle attività;
● essere puntuali;
● assumersi la responsabilità dei propri comportamenti;
● chiedere chiarimenti quando non si comprende qualcosa;
● rispettare gli spazi comuni;
● distinguere il confronto dal conflitto.
Dopo la fase di lavoro nei gruppi, le proposte vengono messe a confronto. Alcune saranno simili e potranno essere accorpate, mentre altre potranno essere discusse. La classe arriva infine a un numero limitato di principi condivisi.
Il docente può trasformarli in un documento grafico, che viene firmato simbolicamente dagli studenti e conservato in aula o in uno spazio digitale della classe.
La cosa più importante, però, è che il patto non rimanga un documento prodotto il primo giorno e poi dimenticato. Può, al contrario, essere ripreso dopo alcune settimane, per chiedere agli studenti quali principi stanno funzionando e quali risultano più difficili da rispettare.
Può inoltre diventare uno strumento da utilizzare nei momenti di conflitto. Di fronte a una situazione problematica, invece di richiamare immediatamente una regola, il docente può chiedere: “Questo comportamento è coerente con ciò che avevamo deciso insieme?”
L’attività trova una naturale coerenza anche con lo Statuto delle studentesse e degli studenti (DPR 24 giugno 1998, n. 249), che descrive la scuola come comunità di dialogo, ricerca ed esperienza sociale e attribuisce rilievo alla qualità delle relazioni, alla responsabilità e all’autonomia degli studenti.
Il vero obiettivo non è quindi produrre un cartellone da appendere alla parete, ma iniziare a costruire una comunità di apprendimento nella quale gli studenti percepiscano di avere una responsabilità personale rispetto al clima della classe.
Allegato n°3 “Caccia al tesoro”
(durata: circa 60-90 minuti)
Lo scopo è stimolare il lavoro di squadra, la logica e la collaborazione, introducendo in modo giocoso i temi del corso di studi.
Titolo: Operazione Start-Up: Il Segreto del Manager
Ambientazione e Trama
“Il celebre economista e viaggiatore Professor Panedda è scomparso poco prima dell’inaugurazione dell’agenzia della scuola! Prima di andarsene, ha chiuso a chiave i documenti fondamentali per l’apertura all’interno di una cassaforte digitale o un baule. Gli studenti hanno 60 minuti per collaborare, decifrare gli indizi legati al mondo dell’economia e dei viaggi, trovare il codice finale e salvare l’inaugurazione.”
Preparazione:
- Struttura: 4 Enigmi/Stazioni a catena (il risultato di un enigma sblocca il successivo).
Materiale occorrente:
- Buste da lettera numerate (Stazione 1, 2, 3, 4).
- Un lucchetto reale a 4 cifre (o un modulo Google/Genially come “cassaforte digitale”).
- Una piantina geografica/mappa muta e una calcolatrice semplice per ogni gruppo.
- Fogli, penne, pennarelli.
L’attività sarà progettata e guidata dagli studenti Tutor delle classi V.
Obiettivi
La finalità del progetto è quello di rendere l’accoglienza un momento significativo nella fase iniziale del percorso formativo delle studentesse e degli studenti iscritti alle classi prime, ovvero nel passaggio dalla fase conclusiva del Primo Ciclo a quella iniziale del Secondo Ciclo.
Il progetto, in linea sia con i principi educativi dell’Istituto che con le attività di ampliamento dell’offerta formativa da realizzarsi in orario curricolare, intende favorire l’inserimento degli studenti nel nuovo ambiente scolastico, supportartandoli nel percorso di orientamento e di crescita personale.
Luogo
Olbia, Via Goffredo Mameli, 21
Partecipanti
Tutte le studentesse e tutti gli studenti delle Classi Prime